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da Sony le bio-batterie al glucosio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Massimiliano Pasqualoni   
Giovedì 11 Ottobre 2007 16:46
biobatteria.jpg Tokyo - il colosso multinazionale SONY ha presentato con un comunicato stampa un'alternativa ecologica alle tradizionali batterie ricaricabili agli ioni di litio. La particolare batteria utilizza una soluzione zuccherina che, per mezzo di enzimi, viene convertito in elettricità, rispettando l'ambiente in quanto l'unico prodotto di scarto che si genera è l'acqua.

 

 

 

 

"Lo zucchero è una fonte di energia naturale prodotta dalle piante attraverso la fotosintesi", spiega Sony nel sopracitato comunicato. "È dunque una fonte rigenerabile, e può essere trovata nella maggior parte delle zone geografiche: è dunque facile comprendere il potenziale delle batterie a base zuccherina come congegno del futuro per la produzione di energia eco-compatibile".

Il prototipo di batteria, è in grado di fornire circa 50 milliwatt di elettricità, una potenza sufficiente per alimentare un player audio portatile e un paio di piccole casse.

La batteria sperimentale è composta da quattro celle di plastica biodegradabile, ciascuna della foggia di un piccolo dado di circa 4 centimetri per lato: tale dimensione, relativamente ai dispositivi palmari, rende la batteria utilizzabile esclusivamente come fonte di alimentazione esterna. Questa è del resto una limitazione che accomuna al momento molte varianti di fuel cell.

 
Fig. 1 - la biobatteria SONY
Fig. 1 - la biobatteria SONY


Quella adottata dalla batteria ecologia non è certo una tecnologia innovativa, in effetti in precedenza altri ricercatori avevano realizzato prototipi di batterie analoghe ma la degradazione degli enzimi utilizzati per produrre energia, ne ha decretato l'insuccesso. Tale inconveniente è stato superato grazie all'ausilio di una particolare membrana polimerica che protegge gli enzimi dalla degradazione.

In occasione del congresso annuale dell'American Chemical Society (2007) sono stati presentati due prototipi di biobatterie realizzate da un gruppo di ricercatori della Saint Louis University, guidati dalla d.ssa Shelley Minteer. I ricercatori sono riusciti a sviluppare delle batterie in grado di convertire lo zucchero contenuto in una soluzione specifica che in bevande zuccherate come aranciata, coca cola o i succhi di frutta, in energia con una ipotetica durata quattro volte superiore rispetto alle batterie agli ioni di litio.

Vorrei comunque evidenziare che, nel 1938, il Dr Wilhelm König, un archeologo austriaco, ha ritrovato dei reperti archeologici molto particolari in un sito a Bagdad. Tali reperti sono composti da un piccolo vaso in terracotta di 15 centimetri di altezza su circa 7,5 centimetri di diametro dal cui tappo bituminoso emerge, un tubo di ferro inserito all'interno di un cilindro in rame ed isolato alla sua base da un tampone in bitume.

Fig. 2 - la pila sumera
Fig. 2 - la pila sumera


Questi reperti furono definite dagli archeologi delle "pile" risalenti alla civiltà sumera (2500 anni a.C. ). Differenti specialisti hanno riprodotto queste pile utilizzando del succo di uva come elettrolito e hanno ottenuto una corrente elettrica fino a 1,5 volt, come le attuali pile stilo.

Image  1: Gambo in ferro.
2: Tappo in asfalto.
3: Vaso in terracotta.
4: Elettrolito.
5: Cilindro di rame.
6: Tampone isolante in asfalto.
7: Cappuccio in rame.
8: Filo di massa.

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Aprile 2008 15:09
 
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